#scuolaperta 8 Aprile – al Buonarroti si parla di Reati e di prevenzione

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25 Giugno 2024

Cos'è

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Distinzione dei reati 

I reati si distinguono in:

  • Delitti: socialmente più gravi, ergastolo, reclusione e multa;
  • Contravvenzioni: reati meno gravi, arresto e ammenda.

Nelle contravvenzioni si può essere chiamati a rispondere indifferentementedalla colpa o dal dolo. 

Il reato può essere: 

  • doloso (cioè volontario);
  • preterintenzionale (è la coscienza ela volontà di compierel’azione criminosa che, però, produce un evento più grave di quello voluto); 
  • colposo (derivante da negligenza, imprudenza, imperizia o inosservanza di leggi, regolamenti).
  • Esempi di reati suddivisi per categoria sono:

link utili

Reati contro la persona

Reati contro il patrimonio

I soggetti del reato e l’oggetto 

  • Soggetto attivo: è l’autore del reato, chiunque abbia la capacità di intendere e volere. L’imputabilità diminuisce o è esclusa in caso di infermità mentale o età minore a 14 anni.
  • Soggetto passivo: ovvero la vittima, ed il titolare del bene dell’interesse tutelato dalla norma penale ed è leso dal comportamento che costituisce reato.
  • Oggetto giuridico: ovvero il bene o l’interesse protetto dalla norma penale.

La colpevolezza

Nel nostro ordinamento il principio di colpevolezza è sancito dall’art. 27 della Costituzione stabilendo che la “responsabilità penale è personale”l’Ordinamento giuridico tutela il principio della personalità e della responsabilità penale per cui, la natura strettamente personale del reato implica che nessuno può essere considerato responsabile per un fatto compiuto da altre persone. Inoltre la colpevolezzanon è soltanto un elemento del reato ma è anche un criterio di commisurazione della pena. In base al livello di colpevolezza dipenderà anche l’entità della sanzione, la colpevolezza può assumere due forme, quella dedolo e della colpa.

Inoltre il secondo e terzo comma dell’articolo 27 prevedono rispettivamente che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva” e che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso dell’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Il dolo e la colpa

Il reato è doloso quando l’evento dannoso conseguente all’azione o all’omissione è voluto dal soggetto che agisce.Distinguiamo diversi tipi di dolo, eccone alcuni:

Il dolo d’impeto si ha quando l’autore del reato ha eseguito il delitto,senza alcun intervallo tra l’ideazione e la realizzazione.

Il dolo di propositosi ha quando trascorre un notevole lasso di tempo tra l’insorgenza dell’idea criminosa e la sua attuazione concreta. Una forma particolarmente intensa di dolo di proposito è la premeditazione, caratterizzata dalla persistenza della decisione criminosa.

Il reato colposo, invece,si ha quando l’evento verificatosi, anche se previsto, non era voluto e si verifica a causa di negligenzao imprudenzao imperizia. In questo caso il soggetto ha agito con scarsa attenzionesenza adottare quelle precauzioni che avrebbero impedito il verificarsi dell’eventoLa colpa può essere cosciente quando l’agente pur non avendo voluto l’evento, lo ha previsto come conseguenza della propria condotta, ma con la convinzione che l’evento non si sarebbe verificato. Invece,si ha la colpa incosciente quando manca nel soggetto la volontà di determinare l’evento ma anche la previsione dello stesso.

La condotta, l’evento e il rapporto di causalità 

L’elemento oggettivo del reato è costituito dalla condotta umana del soggetto attivo (autore del reato), sussistenzadell’elemento psicologico (doloocolpa), nesso di causalità (ovvero il legame tra il comportamento del soggetto e la conseguenza che esso produce).

La condotta può consistere sia in una azione che in una omissione.

L’evento è l’effetto o il risultato della condotta umana consistente nell’offesa al bene o all’interesse protetto dalla norma giuridica.

La presenza del rapporto di causalità è necessaria perché possa parlarsi di reato, infatti l’art. 40 del codice penale afferma ‘nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se l’evento dannoso o pericoloso da cui dipende l’esistenza del reato non è conseguenza della sua azione od omissione’.

Inoltre l’art. 40 del codice penale al comma 2 afferma“Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo”. La sua omissione determina quindi l’applicazione di una sanzione penale.

I reati omissivi si distinguono in propri ed impropri,iprimi sono quei reati per la cui realizzazione è sufficiente il mancato comportamento dell’azione dovuta.Invecereati omissivi impropri sono quei reati, per la cui sussistenza occorre che il soggetto con la propria omissione abbia causato un evento. I reati impropri possono essere commessi indifferentemente da qualunque soggetto, mentre i reati propri sono riferiti a specifiche persone che rivestono una determinata qualifica (es: pubblico ufficiale nei reati contro la pubblica amministrazione)

Prevenzione dei reati

A fine di contrastare la commissione dei reati,appare necessario lavorare sulla comprensione ed interiorizzazione dei principi inerenti il rispetto delle regole da parte di tutti,  valorizzando la concreta possibilità da parte di ogni individuo di costruirsi un futuro  mediante un inserimento sociale nel rispetto della legalità.

La sinergia tra la scuola e la famiglia è  essenzialper evidenziare i valori sopracitati e valorizzare l’importanza della cultura.  Per effettuare ciòè necessario anche arginare la dispersione scolastica (abbandono scolastico) ponendo all’attenzione dei discenti il nesso di causalità che lega l’azione all’evento e di come quest’ultimo, se pur non volutoabbia comunque un peso nella società sia dal punto di vista umano che legale. Pertanto occorre porre al centro dell’attenzione  l’osservanza delle regole e delle conseguenze del loro mancato rispettoanche durante la minore etàper consentire a tutti la costruzione di un futuro sereno ed una conseguente riduzione di reati e di recidive in età adulta. 

Prof.ssa Rosaria Passaro

 

Link utili:

Nadia Fusini. La convivenza pacifica

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Edoardo Albinati. Le possibilità della convivenza 

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