#scuolaperta 6 maggio – al Buonarroti si parla di parole che piegano il destino

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16 Giugno 2024

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“Aprite gli orecchi; giacché chi può chiudere il canale uditivo quando parla a gran voce la Diceria? Io, da Oriente al curvo Occidente, col vento come cavallo di posta, continuo a diffondere gli atti iniziati su questa palla terrestre. Sulle mie lingue cavalcano incessanti calunnie, che pronuncio in ogni idioma, riempiendo gli orecchi degli uomini di false notizie”.

Sono queste righe di Shakespeare, citate da uno dei personaggi secondari, ad essere il leit motiv del romanzo: la chiave di lettura con cui affrontare questo lavoro di Javier Marias.

Quali sono le conseguenze delle menzogne e delle calunnie?

Com’è possibile calcolarne la misura?

Ambientato nella Madrid degli anni ottanta il romanzo narra la storia di una coppia dell’alta borghesia intellettuale madrilena: lui, Edoardo Muriel, è un famoso regista, lei, Beatriz Noguera, è una donna affascinante e indipendente.

La storia, raccontata a distanza di molti anni da Jan de Vere, all’epoca dei fatti giovane ed inesperto stagista accolto come una specie di tuttofare nella casa della coppia, potrebbe essere quella di un menage felice, agiato, intellettualmente stimolante: invece l’apparenza nasconde un fondo oscuro e misterioso, che si svela a poco a poco nel corso della narrazione. Jan comprende che la vita di Muriel e Beatriz ruota intorno ad una menzogna, di cui potrà pesare il valore e la forza solo alla fine, insieme al lettore.

Ed il finale non potrà far altro, come nella grande letteratura, che suscitare in ognuno di noi riflessioni profonde sul peso di quanto facciamo e diciamo, a volte in totale leggerezza.

Parole che modificano vite, menzogne e calunnie che distorcono destini. Man mano che si procede nella lettura viene in mente sempre più insistentemente l’espressione inglese “sliding door”, che allude ad alternative di vita, incroci del destino che hanno portato in una direzione ma che – di fronte alla scelta- avrebbero potuto aprire varchi verso orizzonti completamente diversi. Azioni insignificanti, parole e frasi frutto di rabbia o meditazione, dicerie e menzogne più o meno volontarie che cambiano in maniera irreversibile il corso di una vita, o di più vite.

La piccola storia – la vicenda di Muriel e Beatriz- a sua volta fa da sfondo alla grande Storia, in questo caso la dittatura franchista, la cui eco è ancora profonda nella Spagna degli anni ottanta.

La Diceria, la menzogna, segna infatti la vita di tutti, tanto più negli oscuri recessi dei tempi della dittatura, quando essa regna sovrana e piega a sé i destini di intere popolazioni.

Nel romanzo di Marias si confrontano due tipi di menzogna, quella collettiva che consiste nella rimozione del passato franchista, e quella individuale che è l’opposto, il non voler dimenticare un passato che non smette per questo di esistere e di comportare la condanna ad una vita infelice. Viviamo in un’epoca in cui il rumore di fondo delle parole inutili diventa spesso assordante, in un clima politico e mediatico in cui ci si combatte a suon di proclami e mistificazioni. Parole profuse in un’orgia di voci, in cui ci si muove a tentoni nella ricerca di quel filo che ci avvicini almeno ad un ragionevole dubbio.

Oggi usiamo l’espressione inglese Fake news, nella lingua di Shakespeare avremmo forse parlato di dicerie o calunnie, in una dimensione più paesana potremmo dire pettegolezzi. E’ il regno dell’impreciso, del falso, del politicamente scorretto che rende assordante la vita di molti e provoca disagio, confusione, ansia e, quel che è peggio, incomprensione del presente.

prof.ssa Franca Paolini

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